Terapia ormonale sostitutiva in menopausa: cos'è, quando si consiglia, rischi e come iniziare

La terapia ormonale sostitutiva (TOS) restituisce al corpo gli ormoni che, con la menopausa, le ovaie smettono di produrre. La base sono gli estrogeni; se hai ancora l'utero, si aggiunge il progesterone o un progestinico. La terapia aiuta a eliminare i sintomi della menopausa, o ad attenuarli quando sono molto forti. Inoltre, contribuisce a proteggere nel tempo ossa, cuore e cervello, anche se vale la pena ricordare che non è una terapia da fare solo con quest'ultimo scopo. Si inizia solo se il profilo personale della singola donna la richiede e la giustifica. Gli ormoni usati possono essere sintetici o bioidentici, due tipi di molecole diverse per raggiungere lo stesso obiettivo.

Da oltre vent'anni la terapia ormonale fa paura, soprattutto per il tumore al seno. Quella paura nasce in gran parte da un grande studio americano del 2002. Lo studio usava un solo tipo di terapia, con ormoni diversi da quelli del corpo, presi per bocca, ma i suoi risultati sono stati estesi per anni a ogni terapia ormonale. Qui trovi che cosa sappiamo oggi, rischio per rischio, e per quale tipo di ormoni.

Che cos'è la terapia ormonale sostitutiva (TOS)?

Con la menopausa le ovaie smettono quasi del tutto di produrre estrogeni e progesterone. La terapia ormonale sostitutiva restituisce al corpo questi ormoni, nelle dosi che servono a ciascuna donna.

La base sono gli estrogeni. Se hai ancora l'utero, agli estrogeni si associa il progesterone o un progestinico, che protegge l'endometrio, il rivestimento interno dell'utero: con i soli estrogeni si ispessirebbe. Il progesterone, però, non serve solo all'utero: agisce anche sul sonno, sulle ossa e sulla tiroide, e per questo può essere utile anche quando l'utero non c'è più.

La terapia può essere sistemica o locale. Quella sistemica porta gli ormoni nel sangue e agisce su tutto il corpo: si prende per bocca, in compresse o capsule, oppure si applica sulla pelle, con cerotti, gel o creme. Quella locale si applica in vagina, con creme o ovuli, e agisce soprattutto sui disturbi genitali e urinari.

I due tipi di ormoni si distinguono così:

  • Sintetici. Sono gli ormoni della terapia convenzionale, con una struttura diversa da quella degli ormoni prodotti dal corpo. È il caso dei progestinici di sintesi e degli estrogeni equini coniugati, che sono di origine animale e contengono anche estrogeni che il corpo della donna non produce.

  • Bioidentici. Gli ormoni bioidentici hanno la stessa struttura chimica di quelli prodotti dal corpo, come l'estradiolo e il progesterone micronizzato. Si ricavano da sostanze presenti in piante come la dioscorea, la patata dolce e la soia, e vengono trasformati in laboratorio: non sono quindi «naturali» nel senso di prodotti dalla pianta.

Che cosa vogliono dire HRT, TOS e TOI?

  • HRT è la sigla inglese di hormone replacement therapy: in italiano, terapia ormonale sostitutiva, cioè TOS.

  • MHT, menopausal hormone therapy, terapia ormonale della menopausa, è il nome che si usa oggi in molti testi medici.

  • BHRT sta per bioidentical hormone replacement therapy, la terapia con ormoni bioidentici.

  • TOI sta per terapia ormonale integrativa, il nome italiano che uso io per la terapia con ormoni bioidentici (BHRT). Ritengo che sia un nome più giusto: una molecola che il corpo già conosce si integra, non si sostituisce, come accade invece quando al posto di un ormone del corpo si usa una molecola di sintesi, simile ma diversa.


Come cambia il corpo con la terapia ormonale?

Gli estrogeni non agiscono solo sull'apparato genitale, ma su molti tessuti: il cervello, le ossa, i vasi sanguigni e le articolazioni. Per questo il loro calo si sente in tutto il corpo, e la terapia agisce su più fronti.

  • Vampate, sudori notturni e sonno. Le vampate nascono nel cervello, nella zona che regola la temperatura del corpo. Con il calo degli estrogeni questo «termostato» diventa più sensibile, e basta poco per far partire una vampata. Ripristinare l'equilibrio ormonale aiuta a eliminare vampate, sudori notturni, tachicardia, stanchezza, insonnia, acufeni, sbalzi d'umore e irregolarità del ciclo, o ad attenuarli quando sono molto forti.

  • Mucose. Il calo degli estrogeni assottiglia la mucosa vaginale: ne derivano secchezza, dolore durante i rapporti e infezioni urinarie che tornano spesso. La terapia ormonale può ridurre questi disturbi. Lo stesso calo può seccare anche occhi, bocca e intestino, e ripristinare l'equilibrio ormonale può migliorare la secchezza in tutto il corpo.

  • Articolazioni. I dolori alle articolazioni e la rigidità del mattino che compaiono in perimenopausa e in menopausa sono spesso legati al calo degli estrogeni, che aiutano a mantenere idratati i punti in cui i tendini si attaccano all'osso. Sono dolori che spesso si spostano da un'articolazione all'altra e si fanno sentire soprattutto di notte, con una rigidità che si scioglie con il movimento. Ripristinare l'equilibrio ormonale può farli regredire. Se le articolazioni si gonfiano, o la rigidità del mattino dura oltre i 30-60 minuti, è consigliabile una visita reumatologica.

  • Ossa. Senza ormoni, le cellule che consumano l'osso lavorano più di quelle che lo costruiscono, e l'osso si indebolisce. La terapia ormonale è stata associata a una riduzione delle fratture di oltre il 20%.

  • Cuore e vasi. Gli ormoni proteggono la parete interna dei vasi sanguigni, e la terapia ormonale aiuta a proteggere gli organi, cuore e vasi compresi. Se si inizia nella cosiddetta «finestra di opportunità», cioè entro circa 10 anni dalla menopausa o prima dei 60 anni, il rischio di malattie delle coronarie, le arterie che nutrono il cuore, può ridursi quasi della metà.

  • Cervello e umore. Iniziata nella finestra di opportunità, la terapia può aiutare a proteggere dall'Alzheimer, dalla depressione e dai disturbi della memoria e della concentrazione. Nelle donne in perimenopausa, la terapia con estradiolo sulla pelle e progesterone micronizzato sembra dimezzare il rischio di sintomi depressivi.

  • Desiderio e muscoli. Il testosterone non è solo un ormone maschile: nella donna aiuta a mantenere le ossa e la massa muscolare. Quando è indicata, la terapia con testosterone aiuta a ritrovare il desiderio sessuale.

Oltre ad agire sui sintomi, la terapia ha quindi anche un ruolo di prevenzione: contribuisce alla protezione a lungo termine di ossa, cuore e cervello.

La terapia ormonale cambia glicemia, colesterolo e peso?

La terapia ormonale con estrogeni e progestinici è stata associata a una riduzione di circa il 20% dei nuovi casi di diabete di tipo 2.

  • Colesterolo. Gli estrogeni abbassano il colesterolo LDL, quello «cattivo»; un po' meno quando c'è anche un progestinico.

  • Trigliceridi. Gli estrogeni presi per bocca li aumentano; quelli sulla pelle no.

  • Pressione. Non cambia in modo rilevante, né con gli estrogeni per bocca né con quelli sulla pelle.

  • Peso. Non è una terapia per dimagrire, anche se si associa a un po' meno grasso addominale.

Anche la menopausa, da sola, cambia il metabolismo: in menopausa il grasso tende a spostarsi sull'addome e il colesterolo sale, senza dare sintomi.

Quali sono gli effetti collaterali della terapia ormonale sostitutiva?

Fra gli effetti collaterali più comuni della terapia ormonale ci sono gonfiore, tensione al seno, mal di testa e piccole perdite di sangue. Dipendono soprattutto dagli estrogeni, mentre il progestinico può dare gonfiore alla pancia e un po' di ritenzione idrica. Conta anche la dose: quelle più alte possono essere più efficaci, ma danno più effetti collaterali.

Gli ormoni bioidentici, in dosi fisiologiche, possono essere tollerati meglio dei vecchi schemi sintetici presi per bocca: sono identici a quelli del corpo, e la via e la dose si scelgono per la singola donna. Il progesterone micronizzato, in genere, non dà particolari effetti collaterali, che sono invece stati associati a volte ai progestinici di sintesi.

Con la terapia a base di ormoni bioidentici, gli effetti collaterali sono generalmente limitati ai casi di sovradosaggio: perdita di capelli, pelle grassa e altri segni di un eccesso di androgeni, gli ormoni maschili. Si corregge riducendo la dose. Per questo si parte da una dose bassa e la si aumenta piano piano, fino alla dose minima che funziona. Nelle prime settimane la tensione al seno può essere un adattamento; se continua, insieme al gonfiore, può essere il segno di una dose eccessiva, e anche in questo caso si corregge riducendola.

All'inizio della terapia possono comparire piccole perdite di sangue, e in alcune donne il ciclo può tornare anche dopo anni: è la risposta dell'endometrio agli ormoni. Se le perdite persistono per oltre una settimana o sono abbondanti è fondamentale sottoporsi a una visita ginecologica, per studiarne la natura. Nei primi mesi della terapia ormonale bioidentica la dose si aggiusta sui sintomi, controllo dopo controllo.

Cosa succede se non si fa la terapia ormonale, e si può superare la menopausa senza?

La menopausa è una fase naturale della vita, ma non bisogna stare male per forza: i disturbi si possono curare, non solo sopportare.

I sintomi cambiano molto da donna a donna, anche perché alcune donne, fra perimenopausa e menopausa, continuano a produrre un po' di ormoni. C'è chi ha disturbi così forti da bloccarle la vita di tutti i giorni, e chi quasi non si accorge di nulla. Senza terapia i sintomi seguono il loro corso: in una donna su due le vampate frequenti durano più di 7 anni.

C'è però una cosa che riguarda tutte, anche chi non ha sintomi: con il calo degli ormoni viene meno la protezione che davano agli organi.

  • Ossa. L'osteoporosi non dà segni né sintomi e, se non la si cerca, si scopre solo con una frattura. Per questo la salute dell'osso va valutata già all'inizio della menopausa.

  • Cuore e vasi. Fino alla menopausa le donne sono protette dagli ormoni; dopo, le malattie cardiovascolari le colpiscono addirittura più degli uomini.

  • Cervello. Gli estrogeni contribuiscono a proteggere anche il cervello. Iniziata nella «finestra di opportunità», cioè entro circa 10 anni dalla menopausa o prima dei 60 anni, la terapia può aiutare a proteggere dall'Alzheimer e dalla depressione.

  • Tiroide. Il calo degli ormoni sessuali può rallentare il lavoro della tiroide, e con lui il metabolismo, anche quando gli esami tiroidei sono nei limiti.

  • Metabolismo. Attorno alla menopausa si tende a prendere peso, soprattutto sull'addome, e colesterolo, glicemia e pressione possono salire senza dare sintomi.

Per questo vale la pena parlarne con un medico che conosca bene la terapia ormonale, anche quando i sintomi sono lievi: è il modo per capire come proteggerti.


Qual è la migliore terapia ormonale per la menopausa?

Non esiste una terapia migliore per tutte: la migliore è quella costruita sul profilo della singola donna, cioè sui suoi sintomi, sui suoi esami e sulla sua storia clinica. Esistono più di 200 terapie ormonali diverse, e rischi e benefici cambiano con la molecola, la dose, la via e il momento in cui si inizia. Per orientarti, le differenze che contano sono tre, dalla più importante.

La molecola: sintetica o bioidentica. È la differenza principale. La TOS convenzionale usa in genere ormoni sintetici, con una struttura diversa da quella degli ormoni del corpo. La terapia bioidentica usa molecole identiche a quelle che il corpo produceva, come l'estradiolo e il progesterone micronizzato. La differenza tra la TOS sintetica e gli ormoni bioidentici si vede in quattro punti:

  • Il seno. Gli estrogeni con il progesterone micronizzato non sono associati a un aumento del rischio di tumore al seno; con un progestinico di sintesi sì.

  • La trombosi. Il progesterone micronizzato non è associato a un rischio di trombosi più alto, a differenza di alcuni progestinici di sintesi. Per gli estrogeni conta soprattutto la via, per bocca o sulla pelle.

  • Gli effetti collaterali. In dosi fisiologiche gli ormoni bioidentici possono essere tollerati meglio dei vecchi schemi sintetici presi per bocca.

  • La durata. La terapia di sintesi si fa in genere per 3–5 anni, perché dopo i 5 anni il rischio di tumore al seno legato ai progestinici di sintesi cresce. Con gli ormoni bioidentici non c'è una scadenza: la durata si decide nel tempo insieme al medico.

La preparazione: farmaco industriale o preparazione galenica. La seconda differenza riguarda come si prepara la terapia. Gli ormoni bioidentici esistono anche come farmaci industriali, registrati a dosi fisse: l'estradiolo in cerotto o in gel, il progesterone micronizzato in capsule. Un farmaco industriale può andare benissimo, se una delle sue dosi è quella giusta per te; il limite è che si può scegliere solo fra le dosi previste. La preparazione galenica, invece, la prepara il farmacista su ricetta del medico, per una sola paziente: si possono usare tutti gli ormoni che servono, ciascuno nella sua dose. È la strada per personalizzare la terapia al 100% ed evitare gli effetti collaterali di una terapia che non si adatta alla singola donna: dosi troppo alte o troppo basse, o la mancanza di un ormone di cui ha bisogno.

Le società scientifiche consigliano di preferire i farmaci industriali, perché le preparazioni galeniche sono state studiate meno. In Italia, però, le preparazioni galeniche seguono le Norme di Buona Preparazione della Farmacopea Ufficiale, e i laboratori delle farmacie sono controllati dalle ASL e dai NAS: ogni crema di ormoni bioidentici galenici si prepara una alla volta, e il farmacista pesa ogni ormone, quindi la dose è quella prescritta. Non c'è un foglietto illustrativo: indicazioni, controindicazioni ed effetti collaterali te li spiegano il medico che la prescrive e il farmacista che la prepara.

La via: per bocca o sulla pelle. Gli estrogeni presi per bocca passano dal fegato prima di entrare in circolo; quelli applicati sulla pelle, con un cerotto, un gel o una crema, saltano questo passaggio. Per questo la via sulla pelle, alle dosi abituali, non è associata a un aumento del rischio di trombosi. Quando non ci sono controindicazioni particolari, è la prima scelta per noi di Medyca.

Lo ripeto spesso: sintetica o bioidentica, l'importante è proteggersi e invecchiare in pieno benessere.

Quando è consigliata la terapia ormonale sostitutiva, e fino a quando si può iniziare?

La terapia ormonale si valuta per ogni donna in menopausa, e si inizia solo se il suo profilo personale la richiede e la giustifica. Si può iniziare a qualsiasi età. Il massimo beneficio si ottiene iniziando nella cosiddetta «finestra di opportunità», cioè entro circa 10 anni dalla menopausa o prima dei 60 anni. Anche chi la inizia più tardi può avere benefici dalla terapia con ormoni bioidentici, ma il bilancio fra benefici e rischi, soprattutto per cuore e cervello, potrebbe essere meno favorevole.

Nella menopausa precoce e in quella causata da un intervento chirurgico la protezione degli ormoni conta ancora di più, perché viene a mancare molti anni prima: la terapia va valutata subito e, dopo un intervento, il prima possibile. Quando la menopausa arriva prima dei 40 anni, si consiglia di proseguire la terapia almeno fino all'età della menopausa naturale, se non ci sono controindicazioni.

Infografica con la linea del tempo dalla menopausa: la finestra di opportunità entro circa 10 anni, i dati su arterie e Alzheimer e il bilancio meno favorevole più tardi

Il massimo beneficio della terapia ormonale si ha iniziandola nella finestra di opportunità, entro circa 10 anni dalla menopausa o prima dei 60 anni.

Perché conta quando si inizia:

  • Cuore e arterie. Iniziata presto, la terapia può aiutare a proteggere dall'aterosclerosi, l'indurimento delle arterie: iniziata entro 6 anni dalla menopausa è stata associata a un ispessimento più lento della parete delle carotidi, le arterie del collo, mentre iniziata dopo 10 anni no.

  • Cervello. Iniziata entro 5 anni dalla menopausa, la terapia è associata a un rischio di Alzheimer più basso del 30%; iniziata più tardi, questo vantaggio non si vede.

Quando è sconsigliata la terapia ormonale sostitutiva?

La terapia ormonale è sconsigliata in caso di:

  • perdite di sangue dalla vagina di cui non si conosce la causa;

  • trombosi venosa profonda o embolia polmonare in corso;

  • gravi malattie del fegato in corso;

  • infarto, ictus o altri eventi cardiovascolari recenti;

  • tumori in fase attiva;

  • trombofilia ereditaria già nota, cioè una tendenza del sangue a formare coaguli.

Con la terapia bioidentica sulla pelle, queste condizioni, tranne un tumore in fase attiva, si possono valutare caso per caso.

Se hai avuto un tumore, la terapia si può valutare quando la malattia è ferma da almeno 12 mesi. Non è automatico: la decisione spetta sempre al medico, insieme allo specialista che ti ha seguita.

Per quanto tempo si può fare la terapia ormonale?

Per la terapia ormonale di sintesi il limite è in genere di 3–5 anni, perché dopo i 5 anni il rischio di tumore al seno legato ai progestinici di sintesi cresce.

Con gli ormoni bioidentici non c'è una scadenza: la durata si decide nel tempo, insieme al medico, sulla base dei controlli. L'estradiolo e il progesterone micronizzato non sono stati associati a un aumento del rischio di tumore al seno. A dosi fisiologiche, sono gli stessi ormoni che il corpo ha avuto in circolo per tutta la vita fertile.

Come si smette la terapia ormonale, e cosa succede dopo?

Smettere è una decisione che si prende con il medico, sulla base dei controlli. Si può ridurre la dose piano piano oppure sospendere la terapia subito: vanno bene entrambe le strade. Ridurla piano piano può rendere più leggero il ritorno dei sintomi nei primi mesi.

Dopo la sospensione il corpo torna nella situazione di prima della terapia:

  • i sintomi possono ripresentarsi: le vampate, per esempio, tornano in circa la metà delle donne;

  • la protezione che gli ormoni davano all'osso si perde nel giro di circa un anno. Per questo, se hai l'osteoporosi, il medico ti propone altre cure per continuare a proteggere le ossa.


Quali sono i rischi della terapia ormonale sostitutiva?

I rischi della terapia ormonale dipendono dal tipo di ormoni e, per la trombosi e l'ictus, anche dalla via e dalla dose. I due di cui si parla di più sono il tumore al seno e la trombosi.

La paura della terapia ormonale nasce in gran parte da un grande studio americano del 2002, che usava estrogeni equini coniugati presi per bocca, da soli o con un progestinico di sintesi. Il suo risultato è stato per anni generalizzato a ogni terapia ormonale: è da lì che è nato un allarmismo andato ben oltre i dati disponibili. Successivi studi hanno poi mostrato che la terapia ormonale non è associata a un aumento della mortalità, né per malattie del cuore né per tumore.

Infografica sul tumore al seno e la terapia ormonale: con i soli estrogeni il 23% in meno, con un progestinico di sintesi il 28% in più, con il progesterone micronizzato nessun aumento

Il rischio di tumore al seno cambia con il tipo di terapia: soli estrogeni, estrogeni con un progestinico di sintesi, estrogeni con progesterone micronizzato.

Il rischio di tumore al seno dipende dal tipo di terapia:

  • Soli estrogeni: sono associati a una riduzione dei tumori al seno del 23%.

  • Estrogeni e progestinico di sintesi: sono associati a un aumento dei tumori al seno del 28%.

  • Estrogeni e progesterone micronizzato: non sono associati a un aumento del rischio.

Il testosterone. Il testosterone sulla pelle, a dosi fisiologiche, nel breve periodo non è associato a un aumento della densità del seno alla mammografia né del rischio di tumore al seno. La terapia prevede comunque controlli periodici.

La decisione americana. Nel novembre 2025 la Food and Drug Administration (FDA), l'agenzia del farmaco degli Stati Uniti, ha avviato la rimozione dai foglietti illustrativi americani dell'avvertenza generica sul rischio di malattie del cuore, tumore al seno e demenza. In Italia, a ottobre 2026, i foglietti illustrativi non risultano cambiati.

Trombosi e ictus: cerotto o pillola fanno differenza?

Sì. Con gli estrogeni per bocca il rischio di trombosi venosa è circa due volte e mezzo quello di chi non li usa, mentre con gli estrogeni sulla pelle non aumenta in modo significativo. Il motivo è che la via sulla pelle salta il passaggio dal fegato. Conta anche il progestinico: il progesterone micronizzato non è associato a un rischio di trombosi più alto, a differenza di alcuni progestinici di sintesi.

Per l'ictus contano la via e la dose: gli estrogeni per bocca sono associati a un rischio più alto del 28%, mentre i cerotti a basso dosaggio non sono associati a un aumento; quelli ad alto dosaggio sì. È anche per questo che parto sempre da una dose bassa e la aumento piano piano in base a come risponde il corpo di ogni paziente: così non si arriva alla dose eccessiva ma si riesce comunque a rimuovere i sintomi. Se soffri di emicrania, soprattutto con aura, è meglio la via sulla pelle, che dà livelli di estrogeni più stabili.

In sintesi:

Trombosi venosa e ictus: gli estrogeni per bocca, da soli o con un progestinico, a confronto con gli estrogeni sulla pelle.
RischioEstrogeni per bocca, da soli o con un progestinicoEstrogeni sulla pelle
Trombosi venosacirca 2,5 volte il rischio di chi non li usanessun aumento significativo
Ictus+28% rispetto a chi non li usanessun aumento con i cerotti fino a 50 microgrammi di estrogeno, aumento con quelli sopra i 50 microgrammi

Quali ormoni si usano nella terapia ormonale in menopausa?

La combinazione dipende prima di tutto dall'utero: se c'è, agli estrogeni si associa il progesterone o un progestinico. Quando servono, si possono aggiungere il testosterone e il DHEA (deidroepiandrosterone), e per i disturbi genitali e urinari ci sono anche le terapie locali.

  • Estrogeni. Il principale è l'estradiolo, lo stesso estrogeno che le ovaie producono negli anni fertili: si usa sia nei farmaci industriali sia nelle preparazioni galeniche. L'estriolo è un estrogeno più debole, usato soprattutto in vagina contro la secchezza e i disturbi urinari. Gli estrogeni equini coniugati sono invece una miscela ricavata dall'urina di cavalle gravide, che contiene anche estrogeni che il corpo della donna non produce.

  • Progesterone e progestinici. Se hai l'utero, il progesterone bilancia l'effetto degli estrogeni sull'endometrio; agisce anche sul sonno, sulle ossa e sulla tiroide, e per questo può essere utile anche quando l'utero non c'è più. Si può usare il progesterone micronizzato, identico a quello prodotto dal corpo, oppure un progestinico di sintesi, come il medrossiprogesterone acetato o il noretisterone. La scelta conta: aggiunto agli estrogeni, il progesterone micronizzato non è associato a un aumento del rischio di tumore al seno né di trombosi, mentre i progestinici di sintesi sono associati a più tumori al seno e, alcuni di loro, a più trombosi. Il progesterone micronizzato, inoltre, in genere non dà particolari effetti collaterali.

  • Testosterone. Il testosterone ha un ruolo importante anche nella terapia della donna: la dose di partenza si stabilisce sugli esami del sangue e poi si aumenta piano piano. In Italia non esiste un prodotto registrato per le donne: quando è indicato, il medico può prescriverlo come preparazione galenica, che la legge consente.

  • DHEA. È l'ormone da cui i tessuti della donna ricavano, al proprio interno, gli estrogeni e il testosterone di cui hanno bisogno: dopo la menopausa ne diventa la fonte principale. Con l'età i suoi livelli calano, e questo calo contribuisce ai disturbi della menopausa. Tutto parte dal colesterolo, la base da cui il corpo costruisce tutti questi ormoni: gli obiettivi di colesterolo li stabilisce il medico in base al rischio cardiovascolare, in modo da trovare l'equilibrio giusto, che non sia né troppo basso né troppo alto.

  • Altre molecole. Fra i farmaci registrati in Italia ci sono anche il tibolone e l'associazione di estrogeni equini coniugati e bazedoxifene.

Gli ormoni si prendono per bocca, si applicano sulla pelle oppure si usano in vagina, nella terapia locale. In farmacia si trovano sia ormoni bioidentici con un nome commerciale, registrati a dose fissa, sia preparazioni galeniche, preparate dal farmacista su ricetta.


Come si inizia la terapia ormonale sostitutiva, e quali esami servono?

Donna sorridente in videochiamata dal portatile, seduta al tavolo di legno di una cucina luminosa con piante

Le visite per la terapia ormonale si possono fare anche in videochiamata, da casa.

Si inizia con una visita medica. Qualsiasi medico può prescrivere la terapia ormonale: conta che la conosca bene e che ti segua nel tempo. Visite, esami e preparazione hanno ciascuno il suo prezzo, e il costo della terapia con ormoni bioidentici è la somma di queste voci.

Dopo i 45 anni, per riconoscere la menopausa non servono esami del sangue: bastano i sintomi e l'andamento del ciclo. Gli esami che chiedo prima della terapia servono a un'altra cosa: a costruirla sul tuo profilo ormonale. Nella visita valuto anche la tiroide, perché il calo degli ormoni sessuali può rallentarla anche quando gli esami tiroidei sono nei limiti.

Il percorso, passo per passo:

  1. Gli esami. Prima della visita servono gli esami del sangue con il profilo ormonale e la vitamina D, non più vecchi di 12 mesi, perché il profilo ormonale cambia nel tempo. La densitometria ossea (MOC) può servire più avanti, a seconda della situazione, e spesso l'hai già fatta con i controlli ginecologici.

  2. La prima visita. Valuto il profilo ormonale e la tua storia clinica, confermo che la terapia è adatta a te e prescrivo la terapia personalizzata, con le istruzioni per i primi tre mesi. La ricetta va alla farmacia che scegli tu.

  3. I primi mesi. Si parte da una dose bassa e la si aggiusta nei controlli, fino alla dose minima efficace. Il primo controllo è dopo circa 3 mesi, sulla base dei sintomi.

  4. I controlli nel tempo. Al secondo controllo, di solito, si ripetono gli esami del sangue, per confermare che l'equilibrio ormonale è stato ristabilito. Quando la dose è quella giusta, basta un controllo all'anno.

Le visite si possono fare anche in videochiamata.

Gli esami per la trombofilia, cioè per la tendenza del sangue a formare coaguli, non servono a tutte: si fanno solo se la tua storia personale o familiare li suggerisce. Durante la terapia si continuano gli screening previsti per tutte le donne, come la mammografia, e se il seno è molto denso può servire qualche esame in più. Costruisco la terapia anche sulle visite ginecologiche, sulle mammografie e sulle densitometrie che fai. Colesterolo, glicemia e pressione possono salire senza dare sintomi: conviene controllarli già in perimenopausa, e poi nel tempo.

Insieme alla terapia aiutano l'attività fisica, l'alimentazione, il controllo del peso e il sonno. Per le articolazioni conta soprattutto proteggersi dalla sarcopenia, cioè dalla perdita di massa muscolare. Le indicazioni sono almeno 150 minuti a settimana di attività fisica moderata, più due sedute di esercizi di forza, l'alimentazione mediterranea e niente fumo. Peso, alcol e attività fisica contano anche per la salute del seno.

I disturbi della menopausa si possono curare, e ogni donna ha il diritto di valutare le cure con un medico che conosca bene la terapia ormonale. Il Percorso Ormonale Bioidentico di Medyca ti segue dagli esami alla terapia personalizzata, con i controlli nel tempo.


Medyca è un servizio medico fondato dalla Dr.ssa Cristina Lenzi, tra i pochi medici in Italia specializzati in terapia con ormoni bioidentici, specialista in Medicina Interna con lode all'Università di Siena, con un dottorato di ricerca in malattie osteometaboliche e i Master di I e II livello in ormoni bioidentici alla Marion Gluck Clinic di Londra.

La prima consulenza conoscitiva è gratuita e senza impegno: è il modo per informarti e capire se il percorso fa per te. Seguiamo pazienti da tutta Italia e anche all'estero tramite videochiamate, con appuntamenti di persona nel nostro studio a Siena.

Fonti

  • Rossouw JE e coll., JAMA, 2002: rischi e benefici di estrogeni e progestinico, i primi risultati del Women's Health Initiative. PMID 12117397
  • Food and Drug Administration (FDA), comunicato del 10/11/2025 sulle avvertenze dei foglietti illustrativi delle terapie ormonali. fda.gov
  • North American Menopause Society, Menopause, 2022: position statement sulla terapia ormonale. PMID 35797481
  • Food and Drug Administration (FDA), foglietto illustrativo di Premarin (estrogeni coniugati), sezione 11 «Description»: la composizione, con equilina e diidroequilina. dailymed.nlm.nih.gov
  • Rance NE e coll., Frontiers in Neuroendocrinology, 2013: i neuroni dell'ipotalamo e la regolazione della temperatura, un'ipotesi sull'origine delle vampate. PMID 23872331
  • Manolagas SC e coll., Nature Reviews Endocrinology, 2013: i recettori di estrogeni e androgeni nella salute dell'osso. PMID 24042328
  • Somani YB e coll., American Journal of Physiology-Heart and Circulatory Physiology, 2019: gli estrogeni e la funzione dei vasi nelle donne che invecchiano. PMID 31173499
  • Chidi-Ogbolu N e coll., Frontiers in Physiology, 2018: gli estrogeni su muscoli, tendini e legamenti. PMID 30697162
  • Freedman RR, Journal of Steroid Biochemistry and Molecular Biology, 2014: i meccanismi delle vampate e il restringimento della zona di temperatura tollerata. PMID 24012626
  • Bofill Rodriguez M e coll., revisione Cochrane, 2026: la terapia ormonale a lungo termine in perimenopausa e in postmenopausa. PMID 42695385
  • Boardman HM e coll., revisione Cochrane, 2015: la terapia ormonale nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. PMID 25754617
  • Gordon JL e coll., JAMA Psychiatry, 2018: estradiolo transdermico e progesterone micronizzato nella prevenzione dei sintomi depressivi durante la transizione menopausale. PMID 29322164
  • Davis SR e coll., Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, 2019: Global Consensus Position Statement sull'uso del testosterone nella donna. PMID 31498871
  • Margolis KL e coll., Diabetologia, 2004: estrogeni con progestinico e nuovi casi di diabete nel Women's Health Initiative. PMID 15252707
  • Nie G e coll., Frontiers in Pharmacology, 2022: la terapia ormonale e il profilo lipidico, revisione sistematica e meta-analisi. PMID 35496275
  • Doma M e coll., Menopause, 2026: estrogeni per bocca e per via transdermica, parametri cardiovascolari e lipidici, revisione sistematica e meta-analisi. PMID 41186572
  • Harman SM e coll., Annals of Internal Medicine, 2014: studio KEEPS. PMID 25069991
  • Salpeter SR e coll., Diabetes, Obesity and Metabolism, 2006: meta-analisi degli effetti della terapia ormonale sulle componenti della sindrome metabolica. PMID 16918589
  • Gaudard AM e coll., revisione Cochrane, 2016: ormoni bioidentici per le donne con sintomi vasomotori. PMID 27479272
  • Avis NE e coll., JAMA Internal Medicine, 2015: quanto durano le vampate lungo la transizione menopausale (studio SWAN). PMID 25686030
  • Ministero della Salute, Salute della donna: malattie cardiovascolari. salute.gov.it
  • Gravelsins LL e coll., Science, 2026: la menopausa e la terapia ormonale come occasioni per un invecchiamento in salute, Review. PMID 42821696
  • Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), Banca Dati Farmaci: i medicinali registrati a base di estradiolo, progesterone micronizzato, tibolone e di estrogeni coniugati con bazedoxifene, consultata il 14/10/2026. aifa.gov.it
  • Lello S e coll. (SIGiTE e SIM), European Journal of Obstetrics & Gynecology and Reproductive Biology, 2025: opinione di esperti sulla terapia con ormoni bioidentici galenici. PMID 40014954
  • National Institute for Health and Care Excellence (NICE), linea guida NG23, Menopause: identification and management, 2015, aggiornata il 15/04/2026. nice.org.uk
  • Hodis HN e coll., New England Journal of Medicine, 2016: studio ELITE. PMID 27028912
  • Shao H e coll., Neurology, 2012: Cache County Study. PMID 23100399
  • North American Menopause Society, Menopause, 2012: position statement sulla terapia ormonale. PMID 22367731
  • Fournier A e coll., Breast Cancer Research and Treatment, 2014: coorte E3N, tabella 3. PMID 24781971
  • Stute P e coll., Climacteric, 2018: il progesterone micronizzato e il rischio di tumore al seno, revisione sistematica. PMID 29384406
  • Fournier A e coll., Breast Cancer Research and Treatment, 2008: coorte E3N. PMID 17333341
  • Haimov-Kochman R e coll., Menopause, 2006: sospensione graduale della terapia ormonale e ritorno dei sintomi, studio randomizzato. PMID 16735933
  • Vinogradova Y e coll., The Lancet Healthy Longevity, 2025: sospensione della terapia ormonale e rischio di frattura nei dati della medicina generale britannica. PMID 40713950
  • Panay N e coll., International Menopause Society, Climacteric, 2025: raccomandazioni sulla salute della donna in menopausa. PMID 41433054
  • Chlebowski RT e coll., JAMA, 2020: Women's Health Initiative, il tumore al seno nel follow-up a lungo termine. PMID 32721007
  • Manson JE e coll., JAMA, 2017: la mortalità totale e per causa a 18 anni negli studi randomizzati del Women's Health Initiative. PMID 28898378
  • Chlebowski RT e coll., Breast Cancer Research and Treatment, 2024: meta-analisi degli studi randomizzati con soli estrogeni. PMID 38653905
  • Canonico M e coll., BMJ, 2008: terapia ormonale e tromboembolismo venoso, revisione sistematica e meta-analisi. PMID 18495631
  • Canonico M e coll., Circulation, 2007: studio ESTHER. PMID 17309934
  • Renoux C e coll., BMJ, 2010: terapia ormonale transdermica e orale e rischio di ictus. PMID 20525678
  • Cagnacci A e coll. (SIM e SIGiTE), Minerva Ginecologica, 2019: raccomandazioni sulla terapia ormonale sostitutiva in menopausa. PMID 32064823
  • Hamoda H e coll., British Menopause Society e Women's Health Concern, Post Reproductive Health, 2020: raccomandazioni sulla terapia ormonale sostitutiva. PMID 33045914
  • National Academies of Sciences, Engineering, and Medicine, 2020: l'utilità clinica degli ormoni bioidentici galenici, revisione di sicurezza, efficacia e uso. PMID 33048485
  • Ministero della Salute, decreto 1° giugno 2021: divieto di preparazione di medicinali galenici contenenti steroidi anabolizzanti androgeni, Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 143 del 17/06/2021, art. 1 c. 2. gazzettaufficiale.it
  • Labrie F, Menopause, 2019: l'intracrinologia, cioè come i tessuti ricavano estrogeni e androgeni dal DHEA dopo la menopausa. PMID 30130283
  • Decreto-legge 17 febbraio 1998 n. 23, convertito dalla Legge 8 aprile 1998 n. 94, art. 5 c. 1 (le preparazioni magistrali su prescrizione medica). normattiva.it
  • Emery P e coll., Annals of the Rheumatic Diseases, 2002: quando inviare dal reumatologo chi potrebbe avere un'artrite reumatoide. PMID 11874828
Dr.ssa Cristina Lenzi

La Dr.ssa Cristina Lenzi è medico internista e direttrice sanitaria di Medyca, dove si occupa della salute della donna in perimenopausa e menopausa grazie alla terapia con ormoni bioidentici.

Si è specializzata cum laude in Medicina Interna all'Università degli Studi di Siena. Come borsista di dottorato in malattie osteometaboliche si è occupata per circa dieci anni di osteoporosi e delle sue terapie, una competenza che oggi porta nella cura dell'osso dopo la menopausa. Nel 2004 ha conseguito il Master in Medicina d'Urgenza con certificazione Harvard, organizzato dalla Regione Toscana, e ha lavorato per quindici anni nei Pronto Soccorso di Siena e Arezzo.

Si è formata sugli ormoni bioidentici con il Master di I e II livello alla Marion Gluck Clinic di Londra, e oggi questa terapia è il centro della sua attività clinica: con ogni paziente parte dallo studio del profilo ormonale completo.

Nel 2018 ha fondato Medyca. Durante la pandemia ha lavorato nella centrale operativa della Regione Toscana per il tracciamento dei casi di Covid-19 e si è occupata di long Covid con colleghi negli Stati Uniti e in Germania.

Avanti
Avanti

Quanto costa la terapia con ormoni bioidentici e chi la prescrive?