Farmaci per dimagrire in menopausa: cosa sono gli analoghi del GLP-1 e per chi sono indicati
In breve
Gli analoghi del GLP-1, anche chiamati agonisti del recettore del GLP-1, sono la “copia” di un ormone peptidico che l'intestino tenue produce normalmente.
Hanno un’azione prevalente a livello dello stomaco, rilassandone la muscolatura e rallentandone lo svuotamento. Soprattutto per questo riducono l'appetito, comunicando con il sistema nervoso centrale: il risultato è che si introduce meno cibo senza grande impegno mentale sulla dieta e si ottiene un bilancio energetico negativo, l'unico meccanismo reale che porta alla riduzione del peso corporeo.
Non sono un prodotto “da banco”, e tantomeno un “integratore”, e non sono per tutte: li può prescrivere solamente un medico, dopo una valutazione clinica, e si prendono in farmacia (a carico del SSN se si ha il diabete mellito di tipo 2).
In menopausa questa terapia (in inglese: GLP-1-based therapy) può essere prescritta come per i pazienti che non siano in menopausa e come pure per gli uomini e gli adolescenti dai 12 anni perché funzionano e sono molto sicure senza gli effetti collaterali delle terapie di una volta che ora non vengono più prescritte (anfetamine e analoghi o come il rimonabant).
Che cosa sono
Il GLP-1, o glucagon-like peptide 1, è un ormone peptidico che il nostro intestino tenue produce normalmente. I farmaci di questa famiglia (la semaglutide è il più noto) ne sono essenzialmente una copia, ma con una durata d'azione che, nella versione settimanale iniettiva sottocutanea, permette una sola somministrazione a settimana. Altri, come la tirzepatide, sono agonisti o antagonisti anche di altri recettori di altri peptidi intestinali o di ormoni come il glucagone, ma sempre e in ogni caso quello che conta è la similitudine con il GLP-1 e l’attivazione del recettore del GLP-1. Per la semaglutide entro il 2026 vi sarà anche la versione orale (una compressa al giorno) per i pazienti con sovrappeso o obesità.
Gli analoghi del GLP-1 rilassano lo stomaco e ne rallentano lo svuotamento: la sazietà arriva al cervello, si mangia meno e il bilancio energetico diventa negativo. Non «bruciano il grasso».
Sul come funzionino, la spiegazione più diffusa è che agiscano sui recettori del GLP-1 nel sistema nervoso centrale, stimolando a livello dell'ipotalamo il circuito della sazietà e riducendo la fame. Però questo è stato mostrato soprattutto in studi sperimentali sui roditori e, al contrario, i pazienti con un difetto genetico proprio in questo circuito rispondono ugualmente alla semaglutide o ad altri agonisti (liraglutide, tirzepatide) che stimolano il recettore del GLP-1. Alla luce di nuovi studi si ritiene che questi analoghi del GLP-1 agiscano sui recettori posti in particolari neuroni intestinali, che a loro volta stimolano altri neuroni del sistema simpatico facendo rilassare la muscolatura dello stomaco. Poi un’altra via nervosa gastro-spinale, anche senza interessare il nervo vago, comunica ai centri nervosi del cervello il senso di sazietà dovuto al rallentato svuotamento gastrico.
Al netto di eventuali benefici ancillari mediati dal recettore del GLP-1 in vari tessuti, l'effetto fondamentale è quindi la conseguenza del “mangiare di meno” e quindi di un bilancio energetico negativo, l'unico meccanismo noto capace di far ridurre il peso corporeo riducendo la massa grassa. Detto in altro modo: questi farmaci non “bruciano il grasso” come si dice erroneamente su altri prodotti nella pubblicità ingannevole. Gli analoghi del GLP-1 rendono praticabile mangiare meno anche a chi ha provato molte volte a stare a dieta ma ha poi fallito.
Per chi sono indicati
Insieme all'intervento sullo stile di vita, gli analoghi del GLP-1 sono indicati con obesità, cioè BMI pari o superiore a 30, oppure con sovrappeso, BMI pari o superiore a 27, e almeno una condizione associata. Li prescrive solo un medico.
Gli analoghi del GLP-1, associati all'intervento sullo stile di vita, hanno dimostrato efficacia sulla riduzione del peso nelle donne sia con diabete mellito di tipo 2 sia in quelle senza diabete ma in presenza di:
obesità, cioè un indice di massa corporea pari o superiore a 30 kg/m²; oppure
sovrappeso, con un indice di massa corporea pari o superiore a 27 kg/m², se è presente almeno una condizione associata all'obesità: prediabete (ma non diabete di tipo 2), ipertensione arteriosa, dislipidemia, malattie cardiovascolari, apnee ostruttive nel sonno.
Questi farmaci vengono quindi prescritti dal medico quando sussistono queste condizioni e, se è presente il diabete mellito di tipo 2, sono a carico del SSN.
Che cosa mostrano gli studi
Nei pazienti non diabetici trattati con semaglutide 2,4 mg in un grande studio è stata riscontrata una riduzione del peso corporeo in media di 9,4 kg, una riduzione della circonferenza vita di 7,6 cm e una riduzione della pressione sistolica di circa 3,8 mmHg, contro 0,5 mmHg nel gruppo placebo. È migliorato anche il profilo lipidico: colesterolo totale −4,6%, LDL −5,2%, trigliceridi −18,3% e HDL +4,9%; nel gruppo placebo, nello stesso periodo, rispettivamente −1,9%, −3,1%, −3,2% e +0,6%.
Con questa classe di farmaci, nel suo complesso, si può arrivare a perdere fino al 20% del peso corporeo. Anche perdite modeste del 5% sono accompagnate da un netto miglioramento dei parametri metabolici e cardiovascolari e molto dipende dalla molecola usata, dalla dose, dalla durata e da che cosa si fa nel frattempo con dieta e attività fisica.
Quello che ha cambiato il modo di vedere il sovrappeso e l’obesità non riguarda solamente il peso. Nello studio SELECT — condotto su persone di almeno 45 anni, con sovrappeso o obesità (indice di massa corporea pari o superiore a 27), malattia cardiovascolare già presente e senza diabete — la semaglutide ha ridotto del 20% gli eventi cardiovascolari maggiori, cioè morte cardiovascolare, infarto miocardico non fatale e ictus non fatale, indipendentemente dall'indice di massa corporea di partenza. È stato un risultato eclatante questa riduzione relativa della popolazione studiata ma non è un dato specifico per le donne in menopausa anche se ovviamente il beneficio è generalizzato e include le donne in menopausa..
E in menopausa?
Il trattamento del sovrappeso e dell'obesità con semaglutide e altri analoghi può essere preso in considerazione anche nelle donne in menopausa, alle stesse condizioni che valgono fuori dalla menopausa, con benefici non solo sul peso ma anche sul profilo metabolico.
C'è poi un filone recente che riguarda da vicino le donne che seguono già una terapia ormonale. Due studi di coorte, uno per farmaco, hanno osservato una perdita di peso maggiore nelle donne in postmenopausa con sovrappeso o obesità che ricevevano sia la terapia ormonale sia il farmaco per l'obesità, rispetto a quelle trattate con il solo farmaco: 16% contro 12% a dodici mesi con la semaglutide, e −19,2% contro −14,0% con la tirzepatide.
Infatti, sul tema esiste anche una presa di posizione di società scientifica dedicata proprio alle donne in peri e postmenopausa con obesità. Molti altri studi si stanno facendo per precisare i benefici proprio in questa fetta particolare della popolazione: le donne in transizione menopausale come pure quelle da tempo in menopausa.
Limiti ed effetti indesiderati
Il rallentamento dello svuotamento gastrico, che è parte del meccanismo, è anche all'origine dei disturbi più comuni. Lo stomaco si svuota più lentamente, arriva la sensazione di ripienezza, e in alcune persone questo diventa un fastidio (chiamato dispepsia in termine medico) fino alla nausea; e se in quella condizione si continua a mangiare troppo, talvolta per abitudine senza accorgersene, si può arrivare anche al vomito. È il motivo per cui le dosi si aumentano gradualmente, per non dare questi sintomi alla persona in trattamento.
Lo stesso rallentamento ha una conseguenza che va conosciuta prima, non dopo: numerose associazioni di anestesisti hanno prodotto raccomandazioni per evitare le polmoniti da aspirazione durante l'anestesia nei pazienti trattati con questi farmaci, e avvertimenti analoghi arrivano dai gastroenterologi che devono eseguire una gastroscopia. Se stai assumendo un analogo del GLP-1 e devi sottoporti a un intervento o a un'endoscopia, dillo a chi ti assiste.
Perché serve un medico
Perché le soglie di cui sopra sono soglie cliniche, perché la scelta della molecola e della dose dipende dal quadro complessivo, perché esistono situazioni in cui questi farmaci non vanno usati, e perché il peso non è mai l'unico parametro che si sta trattando. Una valutazione del profilo metabolico e cardiovascolare (circonferenza vita, profilo lipidico, glicemia, pressione) è il punto di partenza, non un passaggio successivo.
Se stai seguendo il Percorso Ormonale Bioidentico con Medyca, la valutazione cardiometabolica ne è il complemento, nella stessa visione a 360° della tua salute: è il servizio di controllo del peso e della salute cardiometabolica in menopausa che seguiamo insieme alla Dr.ssa Lenzi.
Scopri di più:
Professore ordinario di Medicina Interna all'Università Politecnica delle Marche — la consulenza scientifica dietro la valutazione cardiometabolica di Medyca. Affianca Medyca come consulente scientifico nella costruzione della valutazione cardiometabolica e nel suo inserimento nel Percorso Ormonale Bioidentico: che cosa si misura, come si legge, quando ha senso proporla. È il contributo che estende a cuore, pressione e metabolismo l'approccio a 360 gradi con cui Medyca legge la menopausa.
Medico chirurgo, specialista in Scienza dell'Alimentazione — la valutazione cardiometabolica delle pazienti Medyca.
È la specialista che conduce le visite cardiometaboliche delle pazienti seguite nel Percorso Ormonale Bioidentico: peso e circonferenza, pressione, assetto lipidico e glicemico, in coordinamento con il medico che le segue.
Fonti
Stella L, Spannella F, Sarzani R. Adipo-centered Cardiovascular-Renal-Hepatic-Metabolic Syndrome and GLP-1 receptor agonists. Cardiologia ambulatoriale 2025;3:239-260. DOI: 10.17473/1971-6818-2025-3-6.
Sarzani R, Spannella F, Falcioni P, et al. L'adipocentricità dei comuni problemi metabolici, cardiovascolari e renali nei pazienti obesi, parte II: nuove opportunità terapeutiche. Giornale Italiano dell'Arteriosclerosi 2023;14(4):31-58.
Lincoff AM, Brown-Frandsen K, Colhoun HM, et al. Semaglutide and Cardiovascular Outcomes in Obesity without Diabetes (SELECT). N Engl J Med. 2023;389(24):2221-2232. PMID: 37952131.
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