Curare la menopausa con terapia ormonale bioidentica, transdermica e personalizzata: il metodo Marion Gluck
Chi ha scoperto gli ormoni bioidentici?
La storia degli ormoni bioidentici risale al 1942, quando lo scienziato Russell Marker (presso l'Università della Pennsylvania), che dedicò la sua vita allo studio degli ormoni, riuscì per la prima volta a sintetizzare il progesterone naturale a partire da precursori di origine vegetale estratti da una speciale pianta messicana, la Dioscorea villosa (igname selvatico).
Questo progesterone a basso costo alla fine è diventato il precursore preferito nella preparazione industriale del farmaco antinfiammatorio cortisone. Il dottor Marker ha fondato la prima azienda farmaceutica che si occupo’ attivamente di ormoni bioidentici e contraccezione.
Questa storica scoperta scientifica ha poi aperto la strada alla produzione industriale e galenica degli ormoni bioidentici moderni, dimostrando che, pur partendo da una base botanica, il processo richiede precisione biochimica e standard di laboratorio avanzati per poter essere efficace e sicuro nel corpo umano.
Gli ormoni bioidentici sono usati da donne in menopausa in tutto il mondo da oltre 20 anni
Fino a 20 anni fa tutti i medici consigliavano la terapia ormonale sostitutiva (TOS) sintetica a tutte le donne che entravano in menopausa. Poi c’è stata una netta inversione di rotta dopo un grosso studio americano che ha dimostrato che il progesterone usato nei preparati sintetici (per l’esattezza il Metossi-progesterone acetato) poteva aumentare il rischio di carcinoma della mammella, ovvero il tumore al seno.
Da quel momento i medici hanno semplicemente smesso di prescrivere tutte le TOS, e le donne sono entrate in menopausa senza essere accompagnate da alcuna spiegazione né da supporto per tutta quella serie di sintomi che le avrebbero cambiato la vita per sempre.
Successivi studi negli anni seguenti hanno poi dimostrato ulteriormente che gli aumenti di rischi ed effetti collaterali erano principalmente associati all’assunzione di ormoni sintetici, scagionando quindi gli ormoni bioidentici ed aprendo le porte ad una nuova diffusione di questa terapia che può davvero aiutare a ristabilire il benessere e la protezione delle donne in menopausa.
2002: Uno studio del WHI (Women Health Initiative) ha coinvolto più di 16 mila donne americane ed è stato dimostrato un rischio elevato di tumore al seno per le donne che assumevano estrogeni e progesterone di sintesi (quindi non bioidentici).
2012: Il WHI ha rivalutato il precedente studio ed ha dimostrato che gli effetti collaterali erano da imputarsi all’uso del progesterone di sintesi, non all’estrogeno.
2022: Recente studio che riconferma il progesterone di sintesi come unico responsabile dell’aumento di tumori al seno.
Da allora, l’uso della terapia ormonale di sintesi è crollato, mentre la terapia con ormoni bioidentici (BHRT) continua a crescere perché non mostra effetti collaterali.
Al giorno d’oggi, la comunità scientifica di tutto il mondo è pressochè concorde nell’affermare che tutte le donne in menopausa debbano proteggere il proprio corpo assumendo la terapia ormonale dopo la menopausa.
Dr.ssa Marion Gluck
Madre della terapia con ormoni bioidentici per la cura della menopausa
Chi è la Dott.sa Marion Gluck? La madre della terapia con ormoni bioidentici (BHRT)
Negli anni ‘70 numerose ricerche e studi scientifici hanno iniziato a parlare dei rischi associati alla assunzione di progesterone chimico ed estrogeno di sintesi farmaceutica.
Nel 1980 il British Medical Journal ha raccomandato l’assunzione di Progesterone bioidentico per le donne che avevano manifestato effetti collaterali con il Progesterone di sintesi chimica.
La dott.sa Marion Gluck è stata tra le pioniere nell’utilizzo degli ormoni bioidentici per la cura della menopausa, e ha aperto la sua clinica a Londra negli anni ‘80. Da moltissimi anni la Clinica Marion Gluck di Londra cura le donne in menopausa, seguendo un metodo che la contraddistingue:
Ormoni bioidentici, per evitare i rischi ed effetti collaterali degli ormoni sintetici, e non dover obbligare a cessare la terapia dopo alcuni anni di assunzione
Preparazioni galeniche, che a differenza dei prodotti industriali permettono una personalizzazione al 100% sul profilo di ogni paziente. Ogni donna riceve così esattamente il dosaggio di cui necessita, senza doversi accontentare del primo dosaggio disponibile nei farmaci prodotti in larga scala.
Assunzione transdermica, che a differenza dell’assunzione orale rimuove il ruolo attivo del fegato, azzerando quindi il rischio trombotico
Il Metodo Marion Gluck utilizza l'assorbimento cutaneo diretto degli ormoni bioidentici (via creme/gel) nel circolo sanguigno per bypassare il fegato, azzerando il rischio trombotico e permettendo la "minima dose efficace".
Perché alcuni medici prescrivono compresse ed altri creme?
Ci sono 2 metodi per impostare la terapia con ormoni bioidentici (BHRT):
Il metodo americano converte i dosaggi della classica terapia ormonale sostitutiva (TOS) di sintesi in compresse o capsule da assumere per via orale. Spesso tali dosaggi sono troppo alti per la maggior parte delle pazienti, causando severi effetti collaterali anche gravi, e successivamente vanno ridotti e personalizzati.
Il metodo inglese di Marion Gluck prevede la somministrazione transdermica (cioè attraverso la pelle), a meno di rare controindicazioni ad essa. I dosaggi partono subito dall’analisi accurata degli esami del sangue di ciascuna paziente e si cerca di assicurare un buon compenso ormonale partendo da dosi piccole via via a salire.
L’obbiettivo del metodo Marion Gluck è somministrare la minima quantità di farmaco tale da garantire la cura dai sintomi e la protezione attiva degli organi. Questo tipo di dosaggio è chiamato "minima dose efficace", cioè la quantità di terapia minima per massimizzare i benefici ma evitare i rischi.
Ruolo del fegato e benefici dell’assunzione transdermica
La TOS sul modello americano prevede una assunzione per bocca, con conseguente assorbimento gastrico ed arrivo sul fegato. Il fegato deve produrre delle speciali proteine di accompagnamento per acssorbire questi ormoni sessuali sintetici, perchè sono simili ma non uguali a quelli che l’organismo produceva prima della manopausa.
Per produrre queste proteine di accompagnamento degli ormoni sessuali, il fegato aumenta la produzione di tutte le sue proteine. La maggior parte delle proteine del fegato è rappresentata dai Fattori della Coagulazione, la cui produzione aumenta significativamente il rischio trombotico in quelle donne che assumono ormoni sintetici.
La Terapia con Ormoni Bioidentici (BHRT) non aumenta il lavoro del fegato in quanto gli ormoni bioidentici vengono riconosciuti come esattamente uguali a quelli che il corpo produceva fino a prima della menopausa, e che continua a produrre anche se in quantità molto piú bassa. Il fegato non viene quindi attivato per produrre proteine di accompagnamento, lasciando di conseguenza invariato il rischio trombotico.
Gli ormoni bioidentici in menopausa proteggono gli organi vitali e riducono i rischi
Con l'avvento della menopausa, il drastico calo degli estrogeni priva il corpo femminile di uno scudo protettivo fondamentale, accelerando l'invecchiamento di tre sistemi vitali:
Ossa: Il calo degli estrogeni altera profondamente il metabolismo del calcio e accelera la perdita di densità minerale ossea, esponendo la donna a un elevato rischio di osteoporosi e fratture da fragilità.
Cuore: Venendo meno l'azione di vasodilatazione e regolazione del colesterolo propria degli estrogeni, la menopausa si configura come un fattore di rischio cardiovascolare indipendente, innalzando il rischio di aterosclerosi, ipertensione, infarto e ictus.
Cervello: La deplezione ormonale influisce direttamente su neurotrasmettitori chiave come serotonina, dopamina e GABA, provocando sia disturbi dell'umore (irritabilità, ansia, insonnia) sia un declino della memoria a breve termine e della concentrazione.
Perchè non si sente parlare della terapia con ormoni bioidentici?
I medici non hanno più tempo di studiare, e gli aggiornamenti scientifici per essere sempre al corrente delle novità in campo medico vengono di fatto effettuati principalmente tramite gli informatori delle case farmaceutiche.
Per legge, non è possibile brevettare qualcosa che esiste in natura. Essendo esattamente uguali a quelli prodotti dal nostro corpo, gli ormoni bioidentici non possono essere brevettati nella maggior parte delle loro forme.
Questo vuol dire che nessuna casa farmaceutica ha il diritto esclusivo di poter produrre ormoni bioidentici. Il risultato è che la maggior parte dell’industria farmaceutica, principale strumenti di diffusione di aggiornamenti scientifici nella comunità medica, non ha interesse a promuovere una terapia con farmaci che non possono produrre e commercializzare.
In questo scenario, una delle critiche più comuni rivolte alla cBHRT (la terapia personalizzata galenica) riguarda la presunta "mancanza di standardizzazione" dei laboratori. Alcuni detrattori, spesso spinti dall'interesse commerciale a promuovere unicamente i prodotti industriali a dosaggio fisso, cercano di insinuare che le preparazioni allestite in farmacia non siano altrettanto sicure o controllate. La realtà clinica e normativa in Italia smentisce categoricamente queste tesi. Le farmacie specializzate in preparazioni magistrali operano sotto lo stretto controllo del Ministero della Salute e seguono rigorosamente le Norme di Buona Preparazione (NBP) stabilite dalla Farmacopea Ufficiale. Ogni singolo passaggio (dall'approvvigionamento di materie prime purissime di origine vegetale e dotate di certificato di analisi, alla lavorazione con bilance analitiche di precisione millesimale, fino alla conservazione e spedizione) è sottoposto a rigidi protocolli di sicurezza e tracciabilità.
Inoltre, vi è un fondamentale malinteso sul concetto di controllo di qualità: mentre l'industria farmaceutica produce milioni di lotti tutti uguali testandone solo un campione statistico, il preparato galenico è una terapia "sartoriale". Viene allestito, pesato e verificato singolarmente dal farmacista preparatore per ogni paziente, sulla base della prescrizione medica ad-personam. Demonizzare questo settore significa ignorare standard tecnologici elevatissimi e ostacolare il diritto delle donne di accedere a un dosaggio personalizzato, sicuro e tollerabile, impossibile da replicare con i farmaci industriali in serie.
Per i motivi sopra elencati, la Terapia con Ormoni Bioidentici (BHRT) rimane così appannaggio di pochi medici che hanno la motivazione, la passione e l’interesse di formarsi e di fare divulgazione riguardo una terapia che puó rivoluzionare il benessere e la protezione delle donne in menopausa.
Ad oggi, la terapia con ormoni bioidentici è l’unica soluzione per il benessere delle donne e la protezione a lungo termine su ossa, pelle, apparato cardiovascolare e sistema nervoso.
Non è una scelta: è un dovere per tutte le donne.
Mi chiamo Cristina Lenzi, specialista in Medicina Interna e ho conseguito un Master di 1 livello e uno di 2 livello presso la Clinica Marion Gluck di Londra.
Vi aspetto per iniziare subito la terapia con ormoni bioidentici!
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Chi è la Dr.ssa Cristina Lenzi, esperta in ormoni bioidentici
Medyca è un servizio fondato dalla Dr.ssa Cristina Lenzi, tra i pochi medici in Italia esperti nella terapia BHRT, riconosciuta in Italia e Regno Unito, e specializzata alla prescrizione di terapie con ormoni bioidentici.
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